Chiamate perse: quanto costano a un'azienda e come ridurle

Ogni chiamata persa è una richiesta che non avete sentito. Alcune tornano, altre vanno da un concorrente. Quanto costano davvero dipende dalla vostra attività, ma si può stimare con una formula semplice e i dati del vostro centralino. In questa guida trovate come misurarle, il calcolo con un esempio numerico, le cause più comuni e le soluzioni, dalla più economica alla più completa.

La formula in breve

Costo mensile delle chiamate perse = chiamate perse al mese × quota di chi non richiama × quota di chi sarebbe diventato cliente × margine medio per cliente. Esempio: 120 chiamate perse × 50% che non richiama × 20% che avrebbe comprato × 250 € di margine = 3.000 € al mese di margine perso. È una stima: cambiate i valori con i vostri dati.

Come misurare le chiamate perse

Prima di calcolare quanto costano bisogna contarle. Il registro del centralino o del servizio telefonico di solito mostra le chiamate senza risposta; guardate almeno un mese intero, perché lunedì e venerdì sono spesso diversi dagli altri giorni.

Non tutte le chiamate perse sono uguali. Conviene separarle così:

  • non risposte in orario: il telefono ha squillato e nessuno ha risposto;
  • abbandonate in coda o nel menu: chi chiama ha riattaccato prima di parlare con qualcuno;
  • fuori orario: sera, pausa pranzo, fine settimana, ferie;
  • con linea occupata: chi chiama non è nemmeno entrato, succede quando le linee sono poche;
  • finite in segreteria senza messaggio.

Quanto costano le chiamate perse: la formula

La formula collega le chiamate perse al margine che portano con sé:

Costo mensile = chiamate perse al mese × quota di chi non richiama × quota di chi sarebbe diventato cliente × margine medio per cliente.

Ogni fattore si stima così:

  • Chiamate perse al mese: dal registro del centralino, togliendo le chiamate ripetute dallo stesso numero nella stessa giornata, così non contate due volte la stessa persona.
  • Quota di chi non richiama: confrontate i numeri delle chiamate perse con quelli delle chiamate ricevute nei giorni successivi. Se non potete farlo, usate una stima prudente e dichiaratela.
  • Quota di chi sarebbe diventato cliente: tra le chiamate a cui rispondete, quante diventano un appuntamento, un ordine o un preventivo accettato? Usate la stessa percentuale, o una più bassa per prudenza.
  • Margine medio per cliente: il margine, non il fatturato, del primo acquisto o dell'appuntamento medio. Se un cliente torna più volte, potete usare il margine di un anno.

Un esempio numerico di calcolo

Ipotesi, non dati di clienti: un'impresa di installazioni riceve 600 chiamate al mese e ne perde il 20%, cioè 120. Metà di chi non ha trovato risposta non richiama: 60 persone. Delle chiamate a cui risponde, il 20% diventa un lavoro, e il margine medio di un lavoro è 250 €.

Calcolo: 120 × 50% × 20% × 250 € = 3.000 € al mese di margine perso, cioè 36.000 € in un anno. A questo si aggiunge il tempo per richiamare le altre 60 persone: a 4 minuti l'una, compresi i tentativi a vuoto, sono 4 ore al mese.

La tabella mostra come cambia il risultato con la quota di chiamate perse, tenendo fermi gli altri valori dell'esempio.

Chiamate perseSu 600 al meseNon richiamano (50%)Clienti persi (20%)Margine perso al mese
10%603061.500 €
20%12060123.000 €
30%18090184.500 €

Le cause più comuni delle chiamate perse

Guardando gli orari delle chiamate perse le cause si vedono quasi sempre da sole. Le più frequenti:

  • picchi di chiamate in poche fasce orarie, spesso a inizio mattina e dopo pranzo;
  • una sola persona al telefono, che fa anche altro: è al banco, in riunione, con un cliente;
  • pausa pranzo e fine giornata scoperte;
  • chiamate fuori orario senza alternativa oltre alla segreteria;
  • poche linee: chi chiama trova occupato;
  • menu a tasti lungo o confuso, che fa riattaccare;
  • titolare o tecnici in cantiere o in viaggio, con il telefono in tasca ma le mani occupate;
  • ferie e malattie senza una sostituzione al telefono.

Come ridurre le chiamate perse: le soluzioni

Le soluzioni vanno dalla più economica alla più completa, e spesso si combinano:

  • Turni e coperture: chi copre il telefono in pausa pranzo e a fine giornata è una decisione organizzativa, e costa solo tempo.
  • Gruppi di squillo e inoltro: se la prima persona non risponde entro pochi squilli, il centralino fa squillare un collega o un cellulare.
  • Più linee o un centralino in cloud: niente più occupato, e risposta da cellulare con il numero aziendale.
  • Richiamata sistematica: un elenco giornaliero delle chiamate perse, una persona incaricata e un tempo massimo, per esempio entro due ore lavorative.
  • Segreteria fatta bene: un messaggio breve che chiede nome, numero e motivo, e dice quando richiamerete.
  • Agente vocale AI: risponde quando nessuno può farlo, risolve le richieste semplici e passa le altre con il riassunto già pronto.
SoluzioneCosa risolveLimite
Turni e coperturePause e fine giornataNon copre sera, weekend e picchi
Inoltro e gruppi di squilloPersona singola occupataSposta il disturbo su un collega o su un cellulare
Più linee o centralino cloudLinea occupata, risposta da remotoServe comunque qualcuno che risponda
Richiamata sistematicaClienti che non richiamanoChi ha già chiamato un altro non risponde più
SegreteriaRaccoglie un recapitoMolti non lasciano messaggi
Agente vocale AIFuori orario, picchi, richieste sempliciPer i casi complessi serve comunque una persona

Quanto costa ridurle con un agente vocale AI

Riprendiamo l'esempio: 120 chiamate perse al mese. Se un agente vocale risponde a tutte, con una durata media di 2 minuti e mezzo servono 300 minuti al mese. Rientrano nel piano Base di Voicierge: €109 al mese con l'annuale o €129 col mensile, con 1.000 minuti inclusi, IVA esclusa.

Non tutte le chiamate recuperate diventano clienti, e non tutte le richieste si chiudono al telefono: per questo il confronto onesto è tra il canone e una parte del margine stimato, non tutto. Nell'esempio, basta recuperare un lavoro al mese per coprire il canone.

L'agente si può attivare solo dove servono: fuori orario, quando nessuno risponde entro alcuni squilli, in pausa pranzo. Per ogni chiamata trovate trascrizione e riassunto, così sapete chi ha chiamato anche quando nessuno era al telefono. La tecnologia di Voicierge oggi gestisce oltre 3.500 telefonate al giorno.

Domande frequenti

Come si calcola quanto costano le chiamate perse?
Moltiplicate le chiamate perse in un mese per la quota di chi non richiama, per la quota di chi sarebbe diventato cliente e per il margine medio per cliente. Con 120 chiamate perse, 50%, 20% e 250 € il risultato è 3.000 € di margine al mese.
Come faccio a sapere quante chiamate perdo?
Dal registro del centralino o del servizio telefonico, guardando almeno un mese intero. Separate le chiamate non risposte in orario, quelle abbandonate in coda, quelle fuori orario e quelle che hanno trovato occupato.
Qual è il modo più economico per ridurre le chiamate perse?
Organizzare la copertura delle pause e impostare l'inoltro dopo pochi squilli verso un collega o un cellulare. Costa poco, ma non copre sera, weekend e momenti in cui tutti sono occupati.
Richiamare le chiamate perse basta?
Aiuta, soprattutto se si richiama in fretta e in modo sistematico. Ma una parte di chi non ha trovato risposta ha già chiamato qualcun altro, e richiamare toglie tempo al lavoro.
Quanto costa un agente vocale per le chiamate perse?
Con Voicierge da €109 al mese con l'annuale o €129 col mensile, con 1.000 minuti di conversazione inclusi, IVA esclusa. 120 chiamate al mese da 2 minuti e mezzo sono 300 minuti, dentro il piano Base.

Vuoi sentire come risponderebbe al tuo telefono?

Al telefono risponde Gloria, la nostra assistente AI, 24 ore su 24. La demo è una videochiamata di 20 minuti, gratuita e senza impegno.